Modelli e registrazioni · ISO 17025 · Punto 7.2
Rapporto di validazione dei metodi di prova ISO 17025
La prova che un metodo dà risultati adatti all’uso previsto: verifica quando il metodo è normalizzato, validazione completa quando è interno, modificato o usato fuori dal suo campo di applicazione.
In una frase
Il rapporto di validazione dei metodi riporta la procedura di validazione usata, i requisiti che il metodo deve soddisfare, le caratteristiche prestazionali determinate —esattezza, precisione, limite di quantificazione, intervallo, selettività, robustezza—, i risultati e una dichiarazione sulla validità del metodo, perché il punto 7.2.2.4 della ISO/IEC 17025 richiede di conservare tali registrazioni per i metodi non normalizzati, interni, modificati o usati fuori dal loro campo di applicazione, e il 7.2.1.5 chiede di verificare quelli normalizzati prima di usarli.
- Dove lo richiede la norma
- ISO 17025 · Punto 7.2 I punti sono citati con la numerazione della ISO/IEC 17025:2017, l’edizione in vigore e la stessa usata nell’Academy.
- Tipo di informazione
- Registrazione obbligatoria Registrazioni di verifica (7.2.1.5) e di validazione (7.2.2.4)
- Chi lo compila
- Personale autorizzato a validare metodi L’autorizzazione a sviluppare, modificare, verificare e validare metodi è una di quelle richieste dal 6.2.6
- Quando
- Prima di usare il metodo per i clienti E di nuovo quando cambiano il metodo, l’apparecchiatura critica o la norma di riferimento
- Per quanto tempo si conserva
- Lo stabilisce il laboratorio La norma chiede di definire il tempo di conservazione di ogni registrazione, coerente con gli obblighi contrattuali e di legge (8.4.2). Coprire almeno il ciclo di accreditamento permette di mostrare lo storico a ogni rivalutazione.
Che cosa richiede la norma
Che cosa impone la norma ISO 17025 e che cosa lascia alla sua discrezione
Prima di introdurre un metodo normalizzato, il laboratorio verifica di essere in grado di applicarlo correttamente e di ottenere le prestazioni richieste, e conserva la registrazione di questa verifica. Se l’ente che lo pubblica lo rivede, la verifica si ripete nella misura necessaria.
La validazione è obbligatoria per i metodi non normalizzati, per quelli sviluppati dal laboratorio e per quelli normalizzati usati fuori dal loro campo di applicazione o modificati. Deve essere estesa quanto lo richiede l’applicazione, e la registrazione comprende la procedura, la specifica dei requisiti, le caratteristiche prestazionali, i risultati e la dichiarazione di validità.
Le caratteristiche da studiare dipendono dal metodo; la norma cita, tra le altre, il campo di misura, l’esattezza, l’incertezza, il limite di rilevabilità e di quantificazione, la selettività, la linearità, la ripetibilità o riproducibilità, la robustezza e lo scostamento sistematico.
Struttura
Campi che il modello deve contenere
- Metodo, versione e tipo: normalizzato, modificato, interno
- Campo di applicazione: matrici, intervallo e uso previsto
- Requisiti prestazionali e loro origine (cliente, normativa, norma)
- Disegno sperimentale: livelli, repliche, materiali di riferimento
- Caratteristiche determinate e loro valore
- Confronto con i requisiti
- Incertezza associata
- Dichiarazione di validità e limitazioni
- Approvazione e data
Esempio
Esempio: validazione dello zinco nelle acque in ICP-MS
Azienda, persone e cifre inventate: l’esempio mostra soltanto come si presenta una registrazione compilata correttamente.
| Campo | Contenuto |
|---|---|
| Metodo | PE-ICP-07 · metodo interno · acque reflue e superficiali |
| Requisiti | Limite di quantificazione ≤ 10 µg/L · esattezza ±10 % · precisione ≤ 5 % CV |
| Disegno | 3 livelli × 10 repliche in 5 giorni · materiale di riferimento certificato di acqua reflua |
| Risultati | LQ 5 µg/L · recupero 97-103 % · CV di riproducibilità intermedia 3,8 % |
| Linearità | 5-500 µg/L, coefficiente di determinazione 0,9995 |
| Selettività | Nessuna interferenza significativa con matrici saline fino a 2 g/L di cloruri |
| Incertezza | ±8 % (k = 2) a 50 µg/L |
| Dichiarazione | Valido per l’uso previsto · approvato dalla direzione tecnica il 20 gennaio 2026 |
In audit
Errori che gli auditor rilevano più spesso
- Metodi normalizzati in uso senza verifica registrata.
- Requisiti prestazionali fissati dopo aver visto i risultati.
- Modifiche al metodo normalizzato che nessuno identifica come tali.
- Validazione svolta su una matrice diversa da quelle sottoposte a prova.
- Non si ripete la verifica quando si aggiorna la norma del metodo.
In Kimobox
Come si gestisce questa registrazione in Kimobox
- 1La validazione dei metodi si gestisce come documento controllato collegato al processo.
- 2Ogni metodo in vigore ha la sua versione, e la sua modifica lascia traccia nello storico.
- 3La competenza e l’autorizzazione di ogni tecnico a validare metodi figurano nel portale del dipendente.
Domande frequenti
Cosa ci chiedono prima di iniziare
Verificare e validare un metodo sono la stessa cosa?
No. Verificare significa controllare che il laboratorio ottenga le prestazioni già stabilite di un metodo normalizzato; validare significa stabilire tali prestazioni per un metodo interno, modificato o usato fuori dal suo campo di applicazione. La validazione è più ampia.
Che cosa cambia in un laboratorio clinico?
La ISO 15189 applica la stessa logica, ma la maggior parte dei metodi clinici è commerciale con marcatura CE, per cui la registrazione abituale è la verifica delle prestazioni dichiarate dal fabbricante. Se ne parla nel modello di verifica dei metodi della ISO 15189.
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